Articoli divulgativi


Acquacoltura, secondo il Crea la crisi del Covid ha fatto registrare una caduta del 25-30%

La pandemia e soprattutto i vari blocchi che si sono succeduti  hanno colpito anche il settore dell’acquacoltura in modo significativo. In particolare ad incidere è stata la chiusura di hotel, ristoranti e il venir meno del settore della ristorazione collettiva, che rappresentava un 25-30% circa degli sbocchi per il comparto ittico d’allevamento. Ancor di più grave è la situazione per quello della molluschicoltura con grandi quantità di vongole veraci e cozze che sono rimaste in acqua invendute. I dati più recenti del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), confermano questo andamento negativo in particolare per la molluschicoltura, comparto che oggi in Italia rappresenta anche il settore più produttivo.

Maiali, mucche, pesci: così gli allevamenti intensivi riducono la biodiversità

Senza la mucca Valdostana, addio fontina. Lo spiegano gli esperti: “Scongiurare l’estinzione è cruciale, ma non meno importante è arrestare la riduzione della variabilità genetica che, oggi interessa un po’ tutte le specie di interesse zootecnico”. Perché il patrimonio genetico è la chiave per sopravvivere ai cambiamenti del clima.

Lockdown premia i consumi di pesce allevato in Italia

ROMA – Con la pandemia il 48% dei dei consumatori ha cambiato le proprie abitudini sul consumo di pesce in casa, con l’82% che preferisce il prodotto allevato in Italia perché è più sicuro, più buono e più vicino. E’ quanto emerge dalla ricerca commissionata al Crea Marketing Consulting dall’Api. l’associazione piscicoltori Italiani di Confagricoltura in occasione della manifestazione on line Aquafarm sull’impatto del lockdown sull’acquacoltura.

La Dieta Pesco-Mediterranea: tra digiuno intermittente e prodotti ittici

Un nuovo studio, pubblicato dal Journal of the American College Cardiology, evidenzia come l’apporto di pesce e prodotti ittici nella nostra alimentazione, abbinato a ore di digiuno, può contrastare le malattie cardiovascolari.

ANSA: Basta bugie nel menu di pesce, da salmone rosa a sardine

ROMA – Menu di pesce senza bugie che rischiano di confondere il consumatore e danneggiare il mercato e l’ambiente. Arriva il vademecum del Crea per arginare le troppe imprecisioni che circolano in questo periodo, come fa sapere il suo autore Fabrizio Capoccioni ricercatore del Consiglio Zootecnia e Acquacoltura. Si scopre così che il pesce azzurro buono e trendy ha una disponibilità limitata e spesso viene pescato con metodi poco sostenibili. Il salmone è la specie più allevata al mondo dalla salubrità certa, colore rosa compreso. Quanto ai prodotti di allevamento hanno poco da invidiare a quelli di cattura per sapore e acidi grassi omega 3.

Il Fatto Alimentare: Gli italiani e il pesce di acquacoltura: mancano fiducia e conoscenza. Lo studio del CREA

I consumatori europei preferiscono il pesce pescato a quello allevato, ma forse è perché non conoscono a sufficienza la realtà delle acquacolture convenzionali e di quelle biologiche, che però rappresentano una quota minoritaria del mercato. È auspicabile in futuro una maggiore fiducia, soprattutto se le persone saranno aiutate a conoscere meglio le caratteristiche del pesce cresciuto in condizioni controllate. In ogni caso mangiare pesce a casa e fuori casa in modo consapevolmente potrebbe essere una buona base per migliorare le abitudini alimentari.

Il Pesce: CREA: in Italia si consuma ancora poco pesce sostenibile

I risultati dell’indagine presentati ad Aquafarm: oltre il 30% del campione acquista prodotti di acquacoltura meno di una volta al mese

I ricercatori del CREA, principale ente di ricerca italiano sull’agroalimentare, Domitilla Pulcini e Fabrizio Capoccioni, sono intervenuti in una delle sessioni della fiera Aquafarm dedicata agli “Ingredienti per garantire un’alimentazione sana e sicura. Dalla trasformazione del pesce allevato, alle scelte di Gdo e Ho.re.ca., a quelle dei consumatori. Cosa arriva nei piatti?”, con una relazione intitolata “I prodotti di acquacoltura: consapevolezza del consumatore italiano, abitudini di acquisto e consumo”.

Quotidiano.net: Reti di rame, test sui mangimi e innovazione. Così Capraia va a pesca di sostenibilità

Reti di rame, test sui mangimi e innovazione Così Capraia va a pesca di sostenibilità

Il progetto Perilbio alla società Maricoltura e Ricerca

Itticoltura sempre più sostenibile. Il Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ha lanciato qualche mese fa il progetto Perilbio, finanziato dal ministero delle Politiche Agricole, che, tra tutte le imprese del settore, ne ha scelta una che in materia è da decenni un’eccellenza. La società cooperativa Maricoltura e Ricerca di Capraia. Secondo la prima fase del progetto, di durata triennale, nell’impianto di acquacoltura di Capraia, dove si allevano orate e branzini, le reti in plastica saranno sostituite con quelle in rame, materiale più resistente, che aumenta l’ossigenazione dell’acqua, richiede minore manutenzione e può essere anche riciclato.

CiBi: La sfida per un’acquacoltura sostenibile

La ricerca scientifica a sostegno del settore ittico italiano, quello cioè che include pesci, crostacei e molluschi

Mangimi & alimenti: Le produzioni animali del futuro tra sviluppo e sostenibilità

Le produzioni animali del futuro tra sviluppo e sostenibilità: l’impegno del nuovo centro del CREA di Monterotondo (RM)

Mangimi & alimenti: Il gambero rosso della Louisiana: una specie aliena invasiva per l’acquacoltura del futuro

Il gambero rosso della Louisiana: una specie aliena invasiva per l’acquacoltura del futuro

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