
Inquadramento
Il progetto BIORIV (Contenimento e riutilizzo del gambero alieno Procambarus clarkii e azioni pilota per il ripopolamento del gambero autoctono nelle Riserve Regionali del Lazio) nasce per rispondere a una doppia sfida ecologica e gestionale negli ambienti d’acqua dolce del Lazio. Finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del PN FEAMPA 2021-2027 (Azione 5 – Resilienza, sviluppo e transizione ambientale, economica e sociale del settore acquacoltura), il progetto unisce la tutela delle specie autoctone a rischio con l’innovazione dei processi nell’acquacoltura sostenibile.
La presenza del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), specie aliena invasiva ampiamente diffusa nei bacini lacustri e fluviali regionali, rappresenta infatti una seria minaccia per la biodiversità locale e per la sopravvivenza del gambero di fiume autoctono (Austropotamobius pallipes). BIORIV trasforma questa emergenza in una risorsa, integrando azioni di contenimento della specie invasiva con il riutilizzo della sua biomassa in un’ottica di economia circolare.


Obiettivo Generale
Il progetto BIORIV, della durata di 12 mesi (1 settembre 2026 – 31 agosto 2027) punta a proseguire ed estendere le azioni di contenimento del gambero rosso della Louisiana all’interno delle Riserve Naturali laziali Nazzano-Tevere Farfa e Lagolungo e Ripasottile. La biomassa prelevata viene riutilizzata come ingrediente ad alto valore nutrizionale nei mangimi destinati all’acquacoltura. Parallelamente, il progetto prevede il monitoraggio e la tutela della specie autoctona Austropotamobius pallipes, attraverso la realizzazione di un impianto pilota per la conservazione e la selezione di riproduttori.
Obiettivi specifici
- Valorizzazione della biomassa ed economia circolare: La cattura continuativa del gambero alieno comporta elevati costi di smaltimento come rifiuto speciale. BIORIV prevede la trasformazione di questo “scarto ambientale” in una farina ad alto valore nutrizionale (ricca di proteine, astaxantina e acidi grassi polinsaturi omega-3) da impiegare come ingrediente integrativo nei mangimi per salmonidi, riducendo così la dipendenza dalle farine di pesce tradizionali.
- Conservazione e ripopolamento della fauna autoctona: Parallelamente al contenimento delle specie aliene, il progetto mira a tutelare le popolazioni residue di Austropotamobius pallipes. Attraverso il monitoraggio e la caratterizzazione fenotipica e genetica di esemplari che mostrano segni di resistenza alla “peste del gambero” (causata dall’oomicete Aphanomyces astaci), si posano le basi per azioni mirate di riproduzione controllata e ripopolamento.
| Work Package | Titolo | Ente Leader | Descrizione delle Attività |
|---|---|---|---|
| WP1 | Coordinamento, gestione e divulgazione | CREA-ZA | Gestione tecnico-amministrativa del progetto, coordinamento dei partner e attuazione del Piano di Comunicazione (sito web, social, partecipazione a eventi territoriali). |
| WP2 | Contenimento P. clarkii e monitoraggio specie target | RNR Nazzano Tevere-Farfa | Monitoraggio delle popolazioni alloctone ed autoctone, individuazione dei metodi di cattura più efficienti e selezione di riproduttori di A. pallipes. |
| WP3 | Riutilizzo biomasse P. clarkii e innovazione di processo | CREA-IT | Sviluppo dei processi di triturazione, essiccazione e pellettizzazione per la trasformazione della biomassa in mangimi sperimentali, con relative prove di alimentazione e palatabilità su salmonidi. |
| WP4 | Impianto pilota e conservazione del broodstock A. pallipes | CREA-ZA | Allestimento dell’impianto pilota (mini-raceways a circuito chiuso) per il mantenimento, la caratterizzazione fenotipica dei gamberi autoctoni resistenti e la creazione del nucleo di riproduttori. |
Riserve coinvolte e Impatti Sostenibili
Le attività di campo interessano direttamente due importanti aree protette della Rete Natura 2000 della Regione Lazio: la Riserva Naturale Regionale Nazzano Tevere-Farfa e la Riserva Naturale Regionale Laghi Lungo e Ripasottile.
L’impatto atteso è triplice: ambientale, grazie all’alleggerimento della pressione delle specie invasive sugli ecosistemi lacustri e fluviali; economico, per il risparmio sui costi di smaltimento e l’individuazione di ingredienti locali a basso costo per l’acquacoltura; conservazionistico, mediante la salvaguardia genetica e il ripristino delle popolazioni di gambero nostrano.




